La Chiesa Nuova

Essendo aumentata la popolazione, fin dagli inizi del novecento apparve chiara la inadeguatezza della vecchia chiesa e fu necessaria la costruzione di un nuovo edificio religioso.
L'opera fu commissionata all'architetto roveretano Giovanni Tiella.
Di formazione viennese, egli operò una sintesi tra le tendenze architettoniche dell'epoca le ispirazioni che provenivano dal "carattere regionale". Il nuovo edificio si relaziona alla chiesa storica, sia per il carattere formale che per i materiali impiegati nella costruzione, quali ad esempio le lastre di porfido quale manto di copertura.
Tutto l'edificio è improntato alla massima semplicità in modo da far risaltare in tutto il suo splendore l'altare lapideo di Giovanni Sartori.
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