Chiesa santi Biagio e Antonio Abate

L'antica chiesa dedicata ai Santi Biagio ed Antonio Abate, di stile gotico misto ora al barocco,  sorge al centro dell'abitato di Albiano, con orientamento a est, a pochi metri di distanza dalla nuova.

chiesa ss. biagio e antonio abate
chiesa ss. biagio e antonio abate © Comune di Albiano - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Chiesa

L'edificio fu eretto tra il 1526 e il 1529 da Michele di Gardena e subì nel corso dei secoli successivi solo alcuni parziali interventi di ampliamento (in particolare nel 1726 quando la navata fu allungata).

Attualmente è qualificata come Chiesa sussidiaria.

Storia ed evoluzione architettonica

XII - 1309 (menzione carattere generale)

Una prima cappella esistente ad Albiano è elencata nel 1309 e perciò la sua fondazione è certamente precedente.

1376  (costruzione intero bene)

La prima chiesa dedicata a San Biagio fu costruita nel 1376.

1526 - 1529 (ricostruzione intero bene)

L'edificio fu ricostruito tra il 1526 e il 1529 dal maestro muratore Michele di Gardena, che stipulò un contratto con il sindaco Domenico Pisetta, impegnandosi ad abbattere la chiesa più antica posta nel cimitero e in quel luogo erigere quella nuova; inoltre si volle che l'abside ed il portale fossero simili a quelli della chiesa di San Pietro a Cembra, mentre la volta a quella di San Nicolò a Sevignano.

1529 - XVI (decorazione intero bene)

Negli anni successivi alla sua costruzione l'edificio fu ornato da affreschi dei quali rimangono poche tracce frammentarie.

1530  (erezione a espositura carattere generale)

La chiesa divenne espositura della pieve di Piné nel 1530.

1580  (costruzione campanile)

Il campanile del nuovo edificio fu realizzato o completato nel 1580: nella visita pastorale di quell'anno si nominano i lavori ancora in corso.

1662  (ampliamento presbiterio)

Nel 1662 sono documentate spese per l'ampliamento del presbiterio.

1666  (costruzione sacrestia)

Nel 1666 fu realizzata una nuova sacrestia, dotata di un piano superiore da usare come deposito, per volere di don Francesco Pisetta, detto Banal.

XVIII  (realizzazione portale)

Alla metà del XVIII secolo fu aperto il portale sulla fiancata meridionale.

1726  (ampliamento navata)

La navata fu ampliata allungandola verso oriente nel 1726.

1743  (costruzione cappelle)

Nel 1743 vennero costruite vicino al portale d'ingresso due cappelle laterali.

1750  (rifacimenti presbiterio)

Nel 1750, in occasione della realizzazione del nuovo altare maggiore marmoreo, fu realizzata la balaustra e fu rifatto il pavimento del presbiterio.

1767/06/15  (erezione a parrocchia carattere generale)

La chiesa divenne parrocchiale il 15 giugno 1767.

1800  (costruzione sacrestia)

Nel 1800 all'esterno della parete nord venne fabbricata una nuova sacrestia.

1830/07/28 - 1850/01/27 (danneggiamenti campanile)

Il campanile, che era dotato di un orologio, fu notevolmente danneggiato da un fulmine il 28 luglio 1830; successivamente, il 27 gennaio 1850, fu parzialmente scoperchiato il tetto in porfido.

1857 - 1910 (restauri intero bene)

Nel 1857 furono affidati al muratore Giambattista Sevegnani i lavori di consolidamento delle mura del presbiterio; di restauro della facciata e dei suoi contrafforti; di tinteggiatura delle pareti esterne ed interne (con l'eliminazione di un affresco del presbiterio). Nel 1888 fu la volta del campanile che venne dotato di un parafulmine e di una nuova copertura in lastre zincate. Nel 1910, non avendo ottenuto una risposta favorevole per la riedificazione della chiesa, fu sostituito il pavimento.

1937  (rifacimenti intero bene)

Nel 1937, in previsione di non essere più officiata dopo la costruzione della nuova chiesa, l'edificio fu modificato: fu demolito l'allungamento del 1726, riportando alla dimensione originale la navata; furono abbattute le due cappelle laterali e la sacrestia nuova e fu ridimensionata quella vecchia.

1943/04/13 - 1943/05/04 (variazione d'uso carattere generale)

Durante il secondo conflitto mondiale, dal 13 aprile al 4 maggio 1943, la chiesa ospitò parte dei documenti dell'Archivio di Stato di Trento.

1975  (restauro intero bene)

Dopo il lungo abbandono seguito alla costruzione della nuova chiesa, l'edificio fu restaurato e riaperto al culto nel 1975: vennero alla luce gli affreschi del presbiterio e del campanile.

1976/05/06  (danneggiamenti intero bene)

La chiesa fu parzialmente lesionata dal terremoto del 6 maggio 1976

Informazioni

  • In ottobre e in alcune sere di maggio, si celebra il rosario dedicato alla Madonna del Rosario.
  • La chiesa è aperta durante il periodo natalizio per permettere di visitare il presepio, all’interno.

Modalità di accesso

l’accesso ai portatori di handicap è possibile da tutti gli ingressi.

Indirizzo

Ulteriori informazioni

Interno chiesa

Navata unica ripartita in due campate: nella prima si aprono due finestre archiacute, mentre nella seconda tre portali (due sulla parete destra ed uno su quella sinistra, dove si trova anche una nicchia centinata). Sulle pareti della navata e del presbiterio sono visibili solo frammenti di affresco.

L'arco santo a sesto acuto precede il presbiterio sopraelevato su di un gradino, chiuso dalla balaustra marmorea. In corrispondenza dell'abside due bifore archiacute simmetriche.

Il pavimento è a quadrotte bicolori poste a corsi obliqui.

L’altare in stile barocco custodisce una pregevole scultura, raffigurante  Cristo crocifisso, di alta qualità stilistica è di produzione trentina con fregi attorno, che sembrano una cornice alla rappresentazione del calvario.

La Madonna del Rosario-scultura in legno policromo scolpita dallo scultore Carlo Pancheri nel 1941.

Statue dei santi Luigi Gonzaga e Barbara.

 

Esterno Chiesa

La pianta è rettangolare, terminante in un presbiterio rettangolare ad abside poligonale.

La facciata è a due spioventi, racchiusa tra contrafforti scalari.

Il portale in stile gotico è centinato e lievemente strombato.

Davanti al portale d’entrata una copertura quadrangolare sorretta da colonne che sostengono la copertura a spiovente.

Lateralmente due finestre rettangolari chiuse da grate di ferro

Il campanile, costruito nel 1580, è a basamento quadrangolare e struttura in pietrame intonacata sia interno che esterno. La volta è costolonata.

Il tetto è a due falde sulla navata e sul presbiterio e a tre sull’abside, ricoperto da lastre di porfido

per ulteriori informazioni ascolta il podcast

Curiosità

La dedizione ai Santi Antonio abate e Biagio si deve probabilmente all'antica funzione di ospizio, o ospedale per i viandanti, rivestita dalla prima chiesetta che avrebbe dovuto risalire all’ epoca del vescovo Alemanno (1124 1149): infatti i due santi vivevano entrambi come eremiti; san Biagio, inoltre, per aver salvato un ragazzo al quale si era conficcata una lisca in gola è venerato come protettore dei mali della gola.

Prima del 1918 le campane erano cinque ed ognuna portava un proprio nome e quando sonavano insieme(tranne la “tofolina”) creavano un “armonioso concerto”:

“biasia”-chiamata campana grande;

“meneghina”-chiamata campana piccola;

“tofolina” –campana chiamata dell’agonia;

“teresa”- chiamata campana mezzana;

“maria”-chiamata la terza;

Tutte queste campane meno la “mezzana”* furono “fuse”, per la costruzione di armi belliche in uso nella Grande Guerra. La popolazione dolente ed afflitta assistette alla calata delle campane come ad un funerale di persone care e benemerite: diversi piangevano, altri commentavano il fatto, altri erano mutoli.

 

*la mezzana, (unica campana delle cinque “fusa” in Italia) fu risparmiata grazie alla supplica del parroco pro tempore, all’Imperatore Carlo I°

 

Chi era Sant’Antonio Abate

Chi era San Biagio

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